La statua in bronzo del Redentore sulla vetta rocciosa del Monte Ortobene, circondata dal bosco
Statua del Redentore, Monte Ortobene — foto: Massimo.puggioni · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se c'è un appuntamento capace di riassumere in pochi giorni l'anima della Sardegna, è la Festa del Redentore di Nuoro. Ogni anno, nell'ultima settimana di agosto, il capoluogo barbaricino accoglie gruppi in costume provenienti da tutta l'isola, cavalieri, cori e maschere tradizionali, per poi chiudere i festeggiamenti con un pellegrinaggio fino alla statua del Cristo sul Monte Ortobene. Nuoro dista circa 40 chilometri da Orosei: abbastanza vicina da permettervi di vivere la festa con una gita in giornata, tornando la sera nella quiete del vostro alloggio.

Le origini: un Cristo in bronzo sulla montagna

La festa nasce da una statua. In occasione del Giubileo del 1900, papa Leone XIII promosse l'erezione di monumenti al Cristo Redentore su diverse vette italiane, e una di queste fu proprio l'Ortobene, il monte che domina Nuoro. La scultura in bronzo, alta circa sette metri, fu realizzata da Vincenzo Jerace e collocata sulla cima il 29 agosto 1901, grazie anche alle offerte raccolte tra la popolazione sarda; alla campagna di sottoscrizione partecipò anche Grazia Deledda, che nei suoi romanzi descrisse l'Ortobene con parole di grande affetto.

Da allora la data del 29 agosto è il cuore religioso della ricorrenza, che con il passare dei decenni si è arricchita di una dimensione folcloristica diventata tra le più importanti della Sardegna, accanto alle grandi feste di Cagliari e Sassari.

La grande sfilata dei costumi

Il momento più atteso dal pubblico è la sfilata dei costumi tradizionali, che si tiene di norma nella domenica della settimana di festa. Per diverse ore le vie del centro di Nuoro vengono percorse da decine di gruppi folk provenienti da paesi di ogni parte dell'isola, con migliaia di figuranti, cavalieri e cavallerizze, cori polifonici e suonatori. Ogni costume racconta una comunità: i colori, i ricami, i gioielli in filigrana e le acconciature cambiano da un paese all'altro, e osservarli in successione è come sfogliare un atlante vivente della Sardegna.

Ad aprire il corteo sono spesso le maschere tradizionali del Carnevale barbaricino: i Mamuthones e gli Issohadores di Mamoiada, i Boes e i Merdules di Ottana, i Thurpos di Orotelli. Il suono cupo dei campanacci si alterna alle launeddas, alle fisarmoniche e al canto a tenore, creando un'atmosfera che coinvolge anche chi assiste per la prima volta. La settimana prosegue con spettacoli e rassegne di musica e danza popolare.

La fiaccolata e il pellegrinaggio all'Ortobene

La parte religiosa culmina negli ultimi giorni. La sera della vigilia una fiaccolata di preghiera attraversa le chiese del centro storico. Il 29 agosto i fedeli si radunano davanti alla cattedrale di Santa Maria della Neve, dove si intonano i canti sacri tradizionali, e partono in pellegrinaggio verso la vetta: un percorso di circa sei chilometri scandito da stazioni di preghiera, con carri addobbati trainati dai buoi. Sulla cima, ai piedi della statua, si celebra la Messa solenne, seguita da processione e canti.

Consiglio pratico: durante i giorni della sfilata Nuoro è molto affollata e il traffico nel centro è regolato. Partite da Orosei di buon mattino, prevedete di parcheggiare fuori dal centro e portate con voi acqua e un cappello: a fine agosto il sole è ancora forte.

Una giornata da Orosei a Nuoro

La festa è anche l'occasione per conoscere Nuoro, città di scrittori e artisti. Prima o dopo la sfilata potete visitare la casa natale di Grazia Deledda, il Museo del Costume o salire all'Ortobene in un giorno più tranquillo per godervi il panorama sulle montagne circostanti: trovate tutti i suggerimenti nell'articolo su Nuoro e Grazia Deledda. Al rientro, dopo una giornata intensa, la frescura serale del centro storico di Orosei e il terrazzino dell'Appartamento in Casa del '600 sono il modo migliore per concludere.

Le date esatte della settimana di festa e il programma dettagliato della sfilata vengono comunicati ogni anno: consultate i canali ufficiali del Comune di Nuoro e del comitato organizzatore, o il portale turistico della Regione Sardegna, prima di organizzare la vostra visita.

Il Redentore e Nuoro dall'Appartamento in Casa del '600

Nuoro è a circa 40 chilometri da Orosei: una gita in giornata per la grande festa di fine agosto, e la sera il ritorno nella quiete del centro storico.